Stato, Cittadini e Giustizia

Bozza a cura del Gruppo tematico

Non rimane quindi che una strada, chiamare i cittadini ad eleggere una Assemblea Costituente


Linee guida

ASSEMBLEA COSTITUENTE
Alcuni dei punti, già contenuti nel programma nazionale, implicano una modifica della Costituzione. Basti pensare alle nostre proposte in tema di referendum propositivi, così come la completa abolizione delle province.
D’altro lato, la necessità di modificare la carta costituzionale nella seconda parte è più o meno condivisa da tutti e da lungo tempo. Tuttavia, le modifiche approvate sino ad ora sono state fatte in modo disorganico e per esigenze politiche contingenti. Basti pensare all’approvazione nel 2001 del nuovo titolo 5°, che tutti ormai vogliono di nuovo modificare. Ma a ben riflettere, come ci si può aspettare che il Parlamento possa decidere di ridurre in modo sensibile i suoi seggi, e così mortificare le aspettative di nuova elezione di coloro che dovrebbero votare la riforma? Né è utile lo strumento della proposta di legge di iniziativa popolare poiché, a regolamenti parlamentari vigenti, il loro esame non è obbligatorio.
Non rimane quindi che una strada, chiamare i cittadini ad eleggere una Assemblea Costituente. L’Assemblea, infatti, non preoccupata della sua rielezione potrà decidere con serenità e dare vita ad una riforma organica e seria, che superi le contingenze e riavvicini i cittadini alle istituzioni della Repubblica.
Inoltre, il Movimento, proponendo questo tema all’attenzione delle Camere attraverso i suoi parlamentari, obbligherebbe le altre forze politiche ad assumersi la responsabilità di fronte al Paese di una eventuale contrarietà, stanandole dal torpore interessato su cui si sono adagiate.


Proposte

Riforma dei REGOLAMENTI PARLAMENTARI

La Costituzione già prevede la possibilità di proporre leggi popolari con apposita raccolta di firme, come peraltro abbiamo già fatto, ma il Parlamento ha disatteso questa volontà popolare, lasciando tali proposte nei cassetti. Occorre quindi modificare i Regolamenti della Camera e del Senato per prevedere che il calendario dei lavori privilegi l'esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Occorre anche stabilire che tali proposte di legge siano rese pubbliche on line almeno tre mesi prima del loro esame.

Riforma della PRESCRIZIONE DEL REATO nel processo penale

Il problema principale della giustizia ordinaria italiana, sia civile che penale, è senza dubbio l'eccessiva lunghezza dei processi, così da pervenire alla pronuncia delle sentenze definitive con enorme ritardo.
Da qui la necessità di riforme urgenti, idonee ed efficaci per abbreviare i tempi dei processi, sì da renderli accettabili sia da quelli che sono perseguiti dalla giustizia perchè imputati di reati, sia da quelli che si rivolgono ai giudici per avere riconoscimento e soddisfazione dei loro diritti.
In questo contesto è utile prevedere l'interruzione della prescrizione del reato a seguito del decreto che dispone il giudizio, così come anche nei riti alternativi. Alla interruzione della prescrizione è necessario aggiungere anche la sospensione della stessa durante l'intero corso del processo sino alla sentenza definitiva. Tutto ciò in analogia a quanto previsto per il processo civile. Verrebbe meno, così, per l'imputato ogni interesse ad allungare il più possibile i tempi processuali e il Giudice – non potendo più limitarsi a dichiarare l'avvenuta prescrizione - sarebbe incentivato alla decisione.

VELOCIZZARE I TEMPI DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI

In tutte le giurisdizioni occorre porre la dovuta attenzione alla efficienza della organizzazione degli uffici giudiziari, sia attraverso l'applicazione di criteri di gestione manageriali (anche mediante il reclutamento di esperti a cui affidar la gestione organizzativa), sia verificando con continuità che gli uffici siano dotati di mezzi adeguati in termini di risorse umane e materiali, anche mediante la indizione di concorsi per i cancellieri.
Si propone inoltre di agganciare le progressioni di carriera dei magistrati al numero di sentenze emesse e del numero di composizione delle liti.

RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI

Il principio sulla responsabilità civile dei magistrati, già introdotta nel nostro ordinamento a seguito del referendum negli anni '80, è sostanzialmente inapplicato per una disciplina legislativa insoddisfacente che va modificata.

RIFORMA DELL'ORDINAMENTO PENITENZIARIO

E' necessaria una riforma in linea con i principi della carta dei diritti dell'uomo, attraverso la costruzione, a fianco degli attuali carceri di massima sicurezza, di strutture come le case di lavoro e le colonie agricole, da destinare ai detenuti meno pericolosi, con conseguenti minori oneri per lo Stato e più civile trattamento dei reclusi. In tal modo si potrebbe anche assicurare un loro migliore reinserimento e riabilitazione.

UNIFICAZIONE DELLE FORZE DI POLIZIA

In Italia, alle cinque polizie nazionali aggiungiamo anche quelle di mare, le regionali, le provinciali, le comunali ed i corpi militari con funzione di polizia. La loro unificazione in un unico corpo consentirebbe un notevole risparmio ed una migliore razionalizzazione di impiego sul territorio.

Adozione del BRACCIALE ELETTRONICO per i detenuti.

La legge esistente non è attuata, ma una sua effettiva applicazione consentirebbe un enorme risparmio di personale, strutture e risorse. Esclusi i reati più gravi, infatti, oltre il 70% dei detenuti per reati minori potrebbe scontare la pena a casa, sgravando lo Stato del costo di mantenimento (circa 500 euro al giorno per ogni detenuto). Inoltre, un minor numero di agenti penitenziari sarebbero sufficienti per effettuare controlli a sorpresa e sarebbe anche meglio garantito il successivo reinserimento del condannato.

Pieno rispetto della BIGENITORIALITA' nella famiglia divisa

L'ONU nel 1989 e il Parlamento nel 2006 hanno affermato che “il fanciullo ha diritto a essere allevato dai genitori” e “a mantenere con ciascuno un rapporto equilibrato e continuativo”. L'attuale legge sull'affido condiviso è tuttavia minata dalla eccessiva discrezionalità dei Tribunali (che quindi ridotta) i quali non applicano ancora con costanza il diritto del minore alla presenza attiva di entrambi i genitori separati nella sua vita.

Abolizione di tutti gli ordini professionali

"ABOLIZIONE DEGLI ORDINI DEI GIORNALISTI" di allargare questo punto all'abolizione di tutti gli ordini professionali, poichè queste corporazioni non sono altro che sistemi di potere autoreferenziali, e quindi convenendo allo spirito del movimento di smantellare qualsiasi sistema che salvaguardi i pochi a discapito della collettività, corporazioni corrotte che servono al politico di turno di servirsene per scopi personali, di chiedere di integrare e quindi di trascrivere questo punto del programma nazionale con :
"ABOLIZIONE DI TUTTI GLI ORDINI PROFESSIONALI". Un altro motivo è che una volta che il professionista ha superato l'esame per l'abilitazione appunto è abilitato all'esercizio della professione e quindi non si vedono quali possano essere le motivazioni obbligatorie per l'iscrizione ad un ordine, le uniche che ci vengono in mente sono quelle.


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